Personaggi storici

Personaggi di spicco legati a Rendena Terme

[Fonte: Apt Madonna di Campiglio Rendena]

Luigi Fantoma 

Nato a Strembo nel 1819, di statura media, occhi piccoli, sguardo penetrante, Luigi Fantoma è stato uno dei personaggi di rilievo della Valle, conosciuto per la sua abilità di cacciatore, in particolare di camosci e orsi, di cui pare ne abbia abbattuti circa 50, ricevendo lauti compensi dallo stato austriaco. Dopo il ritorno dalla leva militare, non trovando più nel paese i vecchi amici e parenti, si ritirò a vivere in Val Genova insieme alla moglie, la bionda Giovanna, e costruì una casetta in legno in località Ragàda. La valle, in inverno, era completamente isolata, ricoperta da molti metri di neve. D’estate era meta di nobili austriaci che lì organizzavano escursioni e battute di caccia sull’Adamello. Fantoma divenne quindi una delle loro guide preferite, ed è in questo modo che conobbe, tra gli altri Julius Payer, Albrecht Wachtler, addirittura la regina Vittoria di Germania, che lo vuole incontrare personalmente. Fu inoltre d’aiuto proprio a Julius Payer, sia durante la prima esplorazione del massiccio Adamello-Presanella, come guida, sia durante la creazione della prima carta topografica della zona. Nella foto qui è ritratto con la moglie e la tradizione vuole che durante tutto il tempo di posa facesse dei segni alla moglie per farla indietreggiare, in modo da risultare da solo in primo piano.

Giovanbattista Righi

Nato a Strembo nel 1830, fu l’uomo dalle mille idee e dai mille progetti, padre della nascita e dello sviluppo del turismo a Madonna di Campiglio. Acquistò i terreni dell’ospizio di Campiglio dalla Curia di Trento, compì l’impresa dispendiosa di realizzare la strada di collegamento tra Pinzolo e la nascente località e, tra mille difficoltà, trasformò i fatiscenti fabbricati dell’ospizio nel comodo Stabilimento Alpino, che accolse i primi turisti della montagna (poi trasformato nel Grand Hotel Des Alpes che ospitò i sovrani austriaci). Per conto della Società Alpinisti Tridentini (fondata proprio con una riunione nello stabilimento di Campiglio nel 1872) costruì il rifugio Lares ed aveva ipotizzato la realizzazione di un rifugio sul Mandrone, oltre ad una ferrovia da Pinzolo a Condino, in val del Chiese. La morte improvvisa, il 16 agosto 1882, troncò tutti i suoi piani.

Tranquillo Giustina

Tranquillo Giustina, noto anche con lo pseudonimo Enrico Dirovi (Monfalcone, 4 giugno 1929 – Caderzone, 2 agosto 2006), è stato uno scrittore e poeta italiano.Nacque da Arturo e da Pierina, caderzonesi trasferitisi a Monfalcone, e nel 1948 prese il diploma per l'insegnamento da maestro elementare. Il primo incarico lo portò ad insegnare a Desulo (NU), un piccolo paese dell'interno della Sardegna, dove apprese il dialetto per riuscire a svolgere la sua opera di educatore e lesse i libri di Grazia Deledda. Dopo aver svolto la sua opera di insegnante anche in altri paesi, si trasferì a Caderzone Terme (TN), luogo di origine della sua famiglia, rinunciando al richiesto spostamento a Longarone, che proprio in quell'anno fu distrutta dal disastro del Vajont.Il fatto lo colpì profondamente e lo convinse dell'ineluttabilità del destino, facendolo accostare ai romanzi di Novalis (in particolare il romanzo incompiuto di Enrico di Ofterdingen, pubblicato postumo nel 1802).

Iniziò a scrivere intorno alla prima metà degli anni sessanta, nascondendosi dietro lo pseudonimo di Enrico Dirovi (Enrico in omaggio al protagonista del romanzo incompiuto del Novalis e "Dirovi" in quanto si sentiva come se si trovasse in un cespuglio di rovi, per il contrasto tra ideali di bellezza e il mondo reale). Le prime opere furono pubblicate a Siena (casa editrice Maia).
Negli anni settanta entrò in contatto con la poesia di Giulio Arcangioli e si occupò di farlo conoscere al grande pubblico.
La sua opera poetica si è ispirata alle opere di Novalis e di Arcangioli, con un tema principale costituito dalla contrapposizione tra l'anima fanciullesca, ritenuta riposta in ogni essere umano, e la realtà, con la fatica del raggiungimento e la difficoltà di accordare le proprie sensazioni a quelle di altri. I titoli delle poesie sono sintetici e ricchi di sentimentalismo.
Negli anni settanta si occupò inoltre di ricerche e studi di storia locale, e in questo campo iniziò a firmare i testi con il proprio nome anziché con uno pseudonimo. Progressivamente iniziò a firmare con il proprio nome anche articoli di critica, poesie e romanzi. La sua attività letteraria aumentò in coincidenza con il pensionamento negli anni novanta, dopo quarantaquattro anni di attività didattica. Il comune di Caderzone gli attribuì nel 1993 il riconoscimento denominato "Il Filò di San Biagio" e nel 1998 ricevette dalla "Società degli alpinisti tridentini, il proprio "premio della montagna", nella categoria storico-scientifica e sociale, in particolare per il recupero dell'opera di Nepomuceno Bolognini, tra i fondatori della Società, e dell'alpinista ed esploratore Douglas William Freshfield (Italian Alps e From Thonon to Trente).
Fu socio e collaboratore del "Centro studi Judicaria" di Tione e del "Gruppo storico culturale il Chiese" e collaboratore a diverse riviste locali (Judicaria, Campane di Rendena, Il Garzonè, Rendena).

Mercoledì, 15 Ottobre 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 21 Maggio 2015